I PAPÀ DEL MARKETING: The Father’s Day festeggia gli uomini del marketing!

La festa del papà, ricorrenza civile diffusa in alcune aree del mondo, viene festeggiata il giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù, il 19 marzo.

Noi, però, oltre a celebrare i nostri amati “eroi”, vogliamo citare gli uomini considerati i padri del marketing, che si sono impegnati a far crescere e ad “educare” la nuova frontiera del commercio online.

Il padre del marketing per eccellenza, per noi marketer, è Philip Kotler, definito come il quarto “guru del management” di tutti i tempi dal Financial Times (dopo Jack Welch, Bill Gates e Peter Drucker) e acclamato come “il maggior esperto al mondo nelle strategie di marketing” dal Management Centre Europe.

Viene anche considerato uno dei pionieri del marketing sociale.

Kotler ha dato un contributo importante alla strutturazione del marketing come disciplina scientifica, orientando la formazione di moltissimi studenti e manager a livello mondiale.

Ma l’excursus manageriale non può limitarsi a citare solo Philip Kotler. Ce ne sono molti altri che mensioniamo per omaggiarli e qualificare l’enorme contributo che hanno dato alla disciplina del marketing.

In questo articolo parleremo, infatti, di Kevin Lane Keller, Mauro Ferraresi, Andreas Kaplan, Brian Todd, Perry Marshall, Elon Musk, Johan Berger, Malcolm Mcdonald e Bryan Tracy, dopo una selezione per una questione di sinteticità e spazi grafici.

Kevin Lane Keller, professore di marketing presso la Tuck School of Business del Dartmouth College, è conosciuto per aver sviluppato “Strategic Brand Management”, libro incentrato sulla gestione del marchio, fornendo linee guida tattiche per la gestione del valore del marchio.

Keller è stato anche il coautore nella più recente edizione del libro “Marketing Management” di Philip Kotler.

Mauro Ferraresi, studioso di consumi e comunicazione, ha pubblicato su vari argomenti, semiotica, linguistica, sociologia dei consumi, ma anche su sociologia della comunicazione e della cultura, pubblicità e marketing.

Uno dei suoi libri più importanti legati al marketing è “Marketing esperienziale”, al cui centro risiede l’esperienza del cliente, descritta attraverso gli aspetti sensoriali, affettivi, cognitivi e comportamentali.

Andreas Kaplan è un professore di Marketing e Comunicazione all’ESCP Europe Business School e le sue aree di ricerca si focalizzano sui social media ed il marketing virale.

Si è focalizzato sull’analisi e decodificazione dei social media, in particolare nel suo articolo “Users of the world, unite! The challenges and opportunities of social media”.

Brian Todd è un consulente di marketing internazionale e uno specialista di Google AdWords. Il suo libro più riconosciuto nel settore è “Google AdWords”, che ha come coautore Perry Marshall.

Il libro in oggetto descrive, in maniera scorrevole ed interessante, un motore di ricerca così vasto come Google, svelando i suoi concetti fondamentali, gli strumenti e i trucchi.

A tal proposito, quindi, il riferimento a Perry Marshall è d’obbligo, definito l’autore numero uno e il consulente più quotato al mondo per la pubblicità su Google. Ha aiutato tanti inserzionisti a risparmiare, utilizzando AdWords.

Elon Reeve Musk, collocato alla 21ª posizione nella lista delle persone più potenti al mondo secondo Forbes, risulta al 53esimo posto della lista delle persone più ricche al mondo.

Johan Berger è un esperto di passaparola, influenza sociale, comportamento del consumatore e come si evolvono i prodotti, le idee e i comportamenti.

Malcolm McDonald è un educatore britannico e il primo professore di marketing ad aver creato un’applicazione per iPhone per registrare le sue lezioni.

Bryan Tracy è un autore motivazionale e autore di auto-sviluppo, di oltre settanta libri, tradotti in dozzine di lingue. I suoi libri popolari sono “Guadagna quello che meriti davvero”, “Mangia quella rana!” e “The Psychology of Achievement”.

Insomma, in questa giornata così importante per il ruolo dell’uomo nella società, il nostro breve omaggio a uomini di potere, padri della società digitale in cui viviamo, è d’obbligo.

Eleonora Moretti

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